Le sale espositive

SALA I

La presente sala è la più significativa dei primi anni di attività d'incisore dell'artista. In essa sono raggruppati 35 esemplari nelle diverse tecniche d'incisione (acquatinta, acquaforte, bulino ecc.) eseguite tra il 1929 e il 1956. Sono un magnifico riassunto della prima stagione artistica di Sassu dove inizia ad esplorare le tematiche che svilupperà nei suoi 75 anni di produzione; andiamo dai celeberrimi "Uomini Rossi" ai "Ciclisti" passando per i "Caffè", le "Maison Tellier", i temi sociali ("Fucilazioni") e religiosi ("Concili", "Crocifissioni") senza dimenticare i soggetti che l'hanno reso famoso come i "Cavalli" e le "Battaglie".

SALA II

Si parte con un omaggio alla Sardegna, terra del padre di Aligi e della sua prima formazione di vita e d'artista e che porterà per sempre nel cuore; la terra dei colori puri e della luce violenta che caratterizzerà sempre il mondo di Sassu; allo stesso tempo è anche un omaggio alla poesia, fedele compagna di vita.
Le 5 litografie ispirate dai versi del grande sardo Sebastiano Satta sono un suggestivo esempio al quale si affianca il tributo ad uno dei più grandi poeti della lingua italiana: Ludovico Ariosto. Le opere ispirate all'"Orlando Furioso" dimostrano la grande maestria raggiunta in campo tecnico dall'artista insieme alla superba capacità di tradurre la storia ed il mito nell'illustrazione.

Pianta del museo

SALA III

Sassu illustratore raggiunge i vertici più alti nelle 20 litografie della cartella "I Cavalli Innamorati" ispirate dai versi del poeta ed amico Raffaele Carrieri nella rappresentazione del suo tema preferito dei "Cavalli"; questi saranno per Sassu croce e delizia della sua produzione di artista. Troppo spesso il suo nome è sinonimo di "pittore di cavalli"; questo limite non lo priverà dell'onore di essere affiancato a quegli artisti di livello mondiale che hanno dipinto cavalli come Picasso, De Chirico e Marino Marini. In Sassu il cavallo è l'esaltazione dell'impeto e della forza così come della bellezza e dell'eleganza di un animale unico.

SALA IV

Il percorso espositivo si immerge negli esempi grafici della maturità dell'artista nel quale prosegue l'esplorazione di pagine eterne e nei misteri soprannaturali de "l'Apocalisse di San Giovanni". Sassu dimostra ormai il dominio totale del mestiere che possiamo ammirare in alcune prove eccelse ottenute a fianco di uno tra i più grandi stampatori del XX secolo come Mourlot, già collaboratore di artisti del calibro di Chagall e Picasso a Parigi. Alcuni fogli sono frutto dell'esperienza vissuta dall'artista come il viaggio nella selva amazzonica del Venezuela che ispirerà i fogli dedicati a Lope de Aguirre e la sua folle ricerca dell'El Dorado.

SALA V

La sala più grande del Museo raccoglie i fogli più affascinanti dell'esposizione permanente. Il trionfo del colore è sancito nelle tematiche che monopolizzano il mondo artistico di Sassu della maturità, ossia il mito del mediterraneo nelle sue luci rutilanti e nei suoi fulgori misteriosi che danno frutto ad esempi tra i più riusciti della produzione grafica di Sassu. Gli esemplari del "Mito del Mediterraneo" sono accompagnati da un'altra cartella ispirata dal lontano Giappone e dal suo mondo onirico: i "Cavalli dell'imperatore". A chiudere il percorso due esempi litografici ispirati a poesie dello stesso Aligi Sassu e parte della raccolta di poesie e opere intitolata "Nelle nuvole i miei cavalli".

SALA ALIGI SASSU

La sala Sassu nacque attorno al grande murale "I moti angioini", eseguito dall’artista nel 1962 all’esterno della Scuola Elementare di Thiesi. L’opera, purtroppo, ando’ incontro ad un grave deterioramento dovuto alle intemperie nei due decenni successivi per cui si decise di racchiuderla all’interno di una sala verso la fine degli ’80 per poi poterlo restaurare, operazione portata a termine nel 1990 sotto la supervisione dell’artista.

L'opera rappresenta un episodio della rivolta antifeudale accaduto a Thiesi nel 1799: al centro della composizione si trova il pastore che, ribellatosi alla prepotenza del duca dell'Asinara, diede inizio a una serie di eventi che portarono all'arresto e all'impiccagione di diverse persone.
Tutto intorno a lui, sulla sinistra, si affollano i soggetti isolani: i pastori con il loro mantelli e le donne in abito tradizionale.
Sulla destra, lo spazio è dominato da un'unica figura che imprime dinamismo ed energia all'intera composizione: si tratta di Giovanni Maria Angioj, giacobino, professore di diritto e magistrato, che guidò la rivolta antifeudale e democratica cavalcando attraverso tutta la Sardegna. Sassu lo raffigura a cavallo, con il  vessillo dei quattro mori sulle spalle. Ad indicargli la strada, nella parte inferiore del dipinto, è rappresentato un pastore.
In basso a sinistra un gruppo di donne in nero, la scultura della Madre mediterranea rinvenuta in una tomba nuragica nei pressi di Thiesi ed il simbolo taurino.
Ai piedi del dipinto un rilievo in pietra raffigura una possente figura femminile, appoggiata su un braccio e nell'atto di alzarsi: il simbolo della Sardegna, scossa dagli avvenimenti ma nell'atto di avviarsi a nuova vita.



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